


Un nuovo immaginario per l’iconica villa veronese, dove natura, società e architettura dialogano e fanno delle relazioni l’infrastruttura primaria di benessere.
Come possiamo trasformare Villa Francescatti, storica dimora nobiliare veronese, in un luogo capace di attivare nuove relazioni e accogliere la fragilità, preservando la memoria storica dell’immobile e tenendo insieme partecipazione e sostenibilità economica?
La strategia si è fondata sull’ascolto profondo e sull’immaginazione condivisa per individuare i leverage point necessari a ripensare Villa Francescatti come un polo dove la missione sociale e la sostenibilità economica convivono. Abbiamo così intrecciato voci e aspirazioni diverse, per costruire una visione identitaria capace di tenere insieme cura, innovazione e immersione nella natura come elementi costitutivi di uno spazio di comunità aperto e interdipendente.
Affacciata sulle colline che guardano il centro di Verona, Villa Francescatti è un’elegante dimora nobiliare del XVI secolo di straordinario prestigio. Attraverso i decenni ha mantenuto intatto il suo valore simbolico, ma oggi chiede di essere ripensata: non solo come spazio architettonico, ma come luogo ibrido in grado di generare benessere. Il punto di partenza narrativo è stato il berceau, la struttura che storicamente definiva spazi di sosta tra le piante rampicanti della Villa. Questa metafora, rintracciabile anche nei decori dello scalone interno, è diventata il filo conduttore che lega la memoria monumentale a un futuro di leggerezza e accoglienza.
Il primo passo per immaginare il futuro di Villa Francescatti è consistito in un ascolto profondo del territorio e del suo Genius Loci. Attraverso sopralluoghi esplorativi, abbiamo osservato come gli spazi potessero tornare a dialogare con la città, integrando questa analisi con una fase di interviste qualitative agli stakeholder locali. Questo dialogo ha permesso di far emergere sogni, visioni e desideri, ma anche le tensioni esistenti, trasformando i nodi critici del contesto veronese in concrete opportunità progettuali.
Il cuore del percorso è stato il workshop di envisioning, un momento di immaginazione collettiva in cui i partecipanti hanno lavorato per superare i bias legati all’uso tradizionale degli spazi monumentali. In questa fase di co-progettazione, la Villa è stata idealmente smontata e rimontata, facendo emergere funzioni, quali il bistrot sociale o la scuola diffusa, non come semplici servizi bensì come rituali di convivialità. Quanto emerso dal lavoro di intelligenza collettiva ha trovato sintesi in un concept strategico e narrativo, che traccia la rotta per l’identità futura del luogo come organismo vivo.
Il concept, risultato di un processo partecipativo condotto da Shifton che ha coinvolto più di 70 persone tra stakeholder strategici, enti del terzo settore, la Diocesi, cittadini e cittadine, si articola in quattro dimensioni interconnesse:
Accoglie | Una visione di ospitalità come forma di pace, con spazi per il ristoro sociale e residenze temporanee.
Educa | L’idea di una scuola permeabile per l’apprendimento esperienziale e la cittadinanza attiva.
Innova | Un polo di sperimentazione civica che immagina incubatori dedicati all’impatto sociale e ambientale.
Ispira | Un giardino della biodiversità culturale dove arte e natura diventano linguaggi per la convivenza.



Piazza Francescatti trasforma la percezione della Villa da monumento statico a ecosistema dinamico, capace di accogliere la pluralità come risorsa per innovare. La definizione del concept strategico non rappresenta la fine di un lavoro, ma il primo passo verso la sostenibilità sociale ed economica dell’area.
Il futuro che cittadini e stakeholder auspicano per Villa Francescatti è quello di un ponte fisico e metaforico capace di connettere storia e innovazione, natura e comunità, rendendo l’ospitalità e la cura pratiche quotidiane per l’intera città di Verona.
Fondazione Cassa di Risparmio di Verona
Diocesi di Verona
diverserighestudio architetti
Area Proxima
Marzio Mirabella
Giancarlo Galante
Provare a immaginare come si può trasformare una dimora storica in un esempio desiderabile di futuro. Questa la sfida alla base di un percorso di ricerca e co-progettazione che in questi mesi ha visto collaborare fianco a fianco Diocesi di Verona, Fondazione Cariverona e Shifton — studio di design per l’innovazione sociale, nel ruolo di consulente strategico del progetto.
Cinquanta persone, rappresentanti di tutta la cittadinanza in base all’età, alla professione, al ruolo sociale, hanno vissuto un momento di immaginazione collettiva, facendo emergere alcune possibili nuove funzioni.
A Verona, Diocesi, Shifton e Fondazione Cariverona hanno avviato un percorso di ricerca e co-progettazione per trasformare Villa Francescatti, dimora storica sulle colline della città, in un laboratorio aperto di comunità, educazione, innovazione e cura del territorio.
Nuova vita per Villa Francescatti a Veronetta: Diocesi di Verona, Fondazione Cariverona e Shifton presentano un percorso di co-progettazione per trasformare la Villa in un ecosistema dedicato ad accoglienza, educazione e innovazione.
Diocesi di Verona e Fondazione Cariverona hanno avviato il percorso di co-progettazione “Villa Francescatti 2035” per immaginare la riapertura dello storico complesso di Veronetta.