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  • Ex Telefoni di Stato. Nuovi immaginari urbani

    Riaccendere la vita culturale e sociale di un edificio rimasto in silenzio per oltre vent’anni è il cuore del progetto di rigenerazione urbana degli Ex Telefoni di Stato di Bolzano: uno spazio di oltre 4.000 mq pronto a trasformarsi in un hub culturale capace di attrarre e ispirare nuove generazioni

    Shifton - Ex Telefoni di Stato. Nuovi immaginari urbani
    Sfida

    Come possiamo trasformare un edificio inutilizzato in un’infrastruttura di condivisione culturale, che sia al tempo stesso luogo di produzione creativa, ospitalità, partecipazione locale e incontro per una nuova comunità urbana intergenerazionale?

    Strategia

    Il punto di partenza è stato il dialogo: un processo di ascolto e re-immaginazione che ha coinvolto in prima linea la Consulta Giovani della Provincia Autonoma di Bolzano e diversi stakeholder culturali, istituzionali e creativi.

    Il primo concept progettuale risale al 2017, ma nel 2023, in risposta al mutare di vincoli e opportunità, è stato avviato un nuovo percorso di co-progettazione, affidato a Shifton, con l’obiettivo di riattualizzare la visione preesistente. Attraverso un workshop svolto con la Consulta Giovani Italiana, alcuni funzionari tecnici del comune, lo studio di architettura Busselli Scherer e l’Ufficio Politiche Giovanili Ripartizione Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, si è lavorato per ridefinire il concept, ponendo al centro non tanto destinazioni d’uso fisse, ma desideri capaci di guidare la successiva progettazione architettonica.

    Processo

    L’edificio degli Ex Telefoni di Stato è un luogo simbolo di Bolzano che testimonia un’epoca tecnologica profondamente diversa da quella odierna. Tra gli Anni ‘60 e 90, l’Ex Telefoni è stato il crocevia di tutte le chiamate urbane, extra urbane e interurbane dei bolzanini. L’attività delle cabine telefoniche si è protratta per circa trent’anni, dopodiché l’intero edificio è rimasto chiuso oltre due decenni. Dal 2019, il palazzo ospita al piano terra DRIN, uno spazio di co-working pensato per giovani creativi che intendono fare rete, stringere collaborazioni e intraprendere percorsi di (auto)imprenditorialità giovanile nel settore artistico e culturale.
    Il progetto guarda al 2028 come orizzonte di piena attivazione, immaginando lo spazio come una piazza verticale, viva e permeabile per la comunità.

    Per prima cosa abbiamo facilitato una serie di attività per esplorare il passato e il futuro di questo edificio e del territorio che lo ospita. Il lavoro di co-design con i partecipanti al workshop ci ha permesso di definire i principi ispiratori alla base delle linee guida strategiche: la verticalità come metafora di connessione tra spazi e generazioni; il concetto di safe space per garantire accoglienza e inclusività; l’euforia come motore di creatività e benessere collettivo; l’intimità e l’apertura come tensioni complementari da bilanciare; la convivialità intesa come costruzione di relazioni quotidiane; la narrazione e la memoria per radicare l’identità del luogo e ispirare futuri possibili.

    A partire da questi principi, sono state identificate alcune funzioni chiave per il futuro dell’edificio: spazi di coworking e aule studio pensati come ambienti flessibili e permeabili, una foresteria per artisti e studenti, una podcasteria e studi di registrazione per valorizzare la vocazione storica alla comunicazione, laboratori creativi e spazi espositivi, un’area dedicata al clubbing e ai concerti, un orto urbano idroponico sulla terrazza e due bar, concepiti come spazi di incontro e socializzazione.

    L’edificio degli Ex Telefoni di Stato si configura come uno spazio d’innovazione, formazione, produzione e contaminazione artistica in ambito culturale. Un ecosistema generativo, ma anche un centro di cittadinanza attiva e di erogazione di servizi di welfare locale, che sfida le logiche dell’isolamento per dare spazio all’abitare collettivo, alla cultura partecipata, alla libertà di espressione e alla costruzione di nuovi immaginari urbani.

    Credits
    Committente

    Ufficio Politiche Giovanili Provincia Autonoma di Bolzano
    Ripartizione Cultura Italiana